Di lei hanno scritto

“Vibrazioni di luce” è il titolo della mostra di pittura di Etty Bruni  curata Giovanna Foresio  che si inaugura il 25 ottobre  alle ore 18,30 a Roma, presso la Galleria Angelica,in  via di S. Agostino 11 e si protrarrà fino al 31 di questo mese.

Etty  Bruni non ama parlare di sé e la sua figurina esile,  minuta, apparentemente fragile, unita ad una riservatezza innata, confonde. Per conoscerla davvero  bisogna guardare di lei la sua fisionomia d’artista. E’ infatti nella sua pittura, in cui  alla linearità  e alla vigoria  del segno,  quasi maschile,  si uniscono  vivacità e passione,  che si scopre di lei una comunicativa inaspettata.

Sorprende, nel dinamismo e nel colore a volte tenue e a volte caldo, esplosivo delle  sue tele,  riconoscerla  nella solarità   della terra d’origine, la Calabria, di cui sembra ripercorrerne i passaggi e le trasformazioni nel tempo.

Al linguaggio del colore ha affidato il suo linguaggio. In esso esprime gli umori,  le gioie e le attese, ma   soprattutto invia un messaggio  d’amore per la vita, per la bellezza che racchiude in sé, al di là di ogni accadimento.

La natura, da cui trae ispirazione, rappresenta della  vita questa bellezza : “da bambina dipingevo sempre solo alberi “afferma e dalla natura riprende  la luce, le trasparenze, i contrasti, i chiaroscuri, le forme, trasfigurandola e creando nuove soluzioni formali.

Non so stare un giorno senza dipingere, mi sembrerebbe un giorno sprecato” ama dire, la pittura è nel suo quotidiano, indispensabile per scoprirsi, ritrovarsi e inventarsi ogni giorno e agli occhi di chi osserva le sue  opere regala la magia del suo mondo interiore, dei suoi paesaggi dell’anima a volte in turbolenza e a volte in olimpica serenità, spazi infiniti che sanno d’ eterno.

Etty, che ha conquistato il piacere di esprimersi in arte nella più totale libertà è una pittrice originalissima e se di lei si dovesse dare una definizione si potrebbe ben dire che è tutta nel cuore del colore .

Sabina Caligiani

Vola  in alto, oltre le nuvole, il  pensiero di Etty Bruni     che nelle sue tele  costruisce nuove rappresentazioni del reale, originali spazi  dipinti a tinte forti che ricordano la sua origine calabra e  il calore del sud  del nostro bel paese. Questa terra ricolma di fascino e di mistero con  i suoi paesaggi unici, la luce, i venti, il sole, il mare,  lei la rivive,  poeticamente, ripercorrendone il dinamismo del suo cosmo operante   attraverso  quei mutamenti  prodotti nella  sua natura,  in epoche remotissime, che l’hanno  cambiata più volte  d’aspetto regalandole un fascino e una bellezza incomparabile.

’“Da bambina mi  piaceva a disegnare alberi  e solo alberi,”  ricorda Etty , che istintivamente   trasferisce nei suoi dipinti la  stessa energia  e lo stesso dinamismo che hanno  caratterizzato questi   processi di trasformazione dei suoi luoghi d’origine.  I suoi panorami siderali, vagheggiati dalla immaginazione,  solo apparentemente calmi, sono in continua trasformazione in un divenire senza soluzione di continuità.

Il colore è il protagonista indiscusso nelle sue tele, esplosivo come  il rosso,  luminoso come il  giallo, intenso come  il blu, ma ama anche  toni più quieti, riposanti  come il verde, in totale sintonia con gialli  meno accesi.

Una pittura impetuosa, dinamica,  che cattura gli occhi, la fantasia e il cuore,  portando  ai indagare nei  percorsi della memoria.

In epoca più adulta si avvicina alle tecniche dell’acquarello, guidata dal maestro Claudio  Spada, mostrando con evidenza talento e maestria nel  trattare  il colore.

E’ una scoperta sorprendente la passione per questa forma d’arte che diventa fondamentale  nella sua vita.

Dopo anni di elaborazione  del figurativo,  attraverso la rappresentazione del paesaggio e della natura, decide  di  frequentare l’Accademia di Belle Arti “Rome University of Fine Art “  e al seguito del maestro  Lino Tardia  conosce e sperimenta tutte le tecniche pittoriche, migliorando la sua  qualità artistica.

Indirizza   la sua ricerca verso la riflessione teorica sui codici dell’immagine, sulla scia  delle  avanguardie   della prima metà del 900, avvertendo l’esigenza di passare attraverso sperimentazioni che la sappiano condurre   ad una rinnovata e complessa sintesi formale senza però contrapporsi al trascorso figurativo.

Le immagini  delle opere create   in questa nuova fase hanno ereditato la freschezza, la trasparenza  e la delicatezza  dell’acquerello, arricchite  con  tocchi di colore  che, più acceso, guizza  veloce sulle tele, dinamicamente proiettato verso l’oltre,  imprimendo  ad esse forza e dinamismo.  Pitture che volgono al futuro, ma non  trascurano un passato da cui hanno tratto origine, che danno   continuità e completezza al suo percorso  pittorico.

Questa  nuova esperienza  continua  in un costante  processo di maturazione  e di evoluzione rivolto sempre più alla ricerca dell’essenziale nella definizione formale del pensiero, orientandola nella ricerca verso  l’astrattismo,  da cui è attratta,  favorendola   nell’ attitudine ad esprimersi nel modo più puro e schietto, sempre  nella ricerca delle sue verità.

E’  un’esperienza che  vive   come un autentico  movimento di liberazione artistica, nel ricreare il  suo immaginifico cosmo ideale.

Il linguaggio pittorico che usa  ha un’apparenza  semplice, ma  è in realtà estremamente articolato, espressione  del suo universo  che è modulato  da una sintesi formale  che apre la mente  a suggestioni fantastiche e la memoria   a richiami di  simbolismi che irradiano  vitalità ed energia positiva.

Non so stare un giorno senza dipingere,  la pittura è la mia vita”

E’la forza di Etty,   questa energia positiva che i suoi quadri mettono in luce.  E’  la forza di una donna che nel cuore pulsante del colore ha trovato il senso della sua vita,  e che confrontandosi con se stessa, libera da stereotipie, da luoghi comuni, ha realizzato felicemente il suo ruolo di donna sia in ambito familiare che  professionale  e percorre, indomita, il suo cammino artistico continuando ad esplorare il suo mondo interiore in una costante ricerca esistenziale che l’ha portata con la conoscenza  all’equilibrio di sè .

Il femminile di Etty si identifica nel  coraggio di essere se stessa nell’esprimere le proprie verità, nella  concretezza  della realtà dell’esistere e nella esigenza di  sognare un suo personale  universo in cui rifugiarsi e riposare.

Con originalità narrativa  dipinge  tutto questo che sente in cuore, penetrando nel cuore del colore, ad esso  abbandonando sogni,  speranze e attese, ed è  proprio  il cuore vivo del colore che costruisce,  attraverso la pennellata folgorante e di pugno della pittrice,  orizzonti che si perdono  in  multidimensionalità in movimento,  conciliando l’essenzialità  di uno spazio  organizzato che evoca immaginari   siderali, albe  chiare e tramonti infuocati, cieli  declinati in più tonalità di colori e mari in vorticoso movimento, mentre linee curve come lame e rosse, poste da un’ apparente causalità, irrompono nella tela sovrapponendosi all’immagine,  per poi andare a comporre altri spazi.

Etty Bruni,  avendo  costruito  una  sua originalissima personalità artistica,  in libertà e con la passione che la anima,  continua  con quella determinazione che la distingue  il cammino artistico intrapreso, conciliando  fantasia e realtà nelle diverse forme dell’astrazione e della figurazione.

E’ la sua poetica che la conduce, nella genuinità più spontanea e nella ricerca ideale della bellezza, ad un  astrattismo lirico, di grande  fascino e modernissimo.  E come  scrive  Lino Tardia :“Ogni suo quadro, grande o piccolo è un atto d’amore. Magari lieve o sottointeso, ma pur sempre un atto d’amore”.

Sabina Caligiani

L’odierna pittura di Etty Bruni è frutto di una ricerca basata non sulla rappresentazione mimetica del mondo esterno, ma al contrario sulla specificità linguistica del colore. E’ al colore infatti che l’artista, ben consapevole dei risultati, affida quanto di più segreto ed intimo alberga nel suo animo.

Alla gaiezza dei suoi quadri e alla libertà compositiva fa eco, come un urlo di gioia, un acceso e suggestivo cromatismo. Rosso, verde, blu arancione e giallo dominano la superficie pittorica e rivelano che questi sono i colori della luce e della vita.

Non a caso in questa deflagrazione cromatica si rifletta la personalità della Bruni, animata sempre da un irrefrenabile entusiasmo e vigore. D’altronde un carattere solare ed esuberante come quello dell’autrice non può che generare opere fortemente ispirate al colore.

In questo notiamo anche il progressivo miglioramento del tocco coloristico che la Bruni propone nei suoi recenti dipinti. A certificarlo non è solamente la nostra testimonianza di amicizia e di affetto, ma i suoi stessi quadri, sempre più carichi di energia, originali e fantasiosi. Certo è la tenacia e il talento a farla progredire e sostenerla nel difficile cammino dell’arte. E noi, preso atto della sua evoluzione, non possiamo che complimentarci augurandole il successo che merita.

 

 

 

Sigfrido Oliva

Quando si va a vedere una mostra ci si aspetta sempre di vedere qualcosa che ci sorprenda e troppo spesso oggi questo accade. Aspettiamo un qualcosa che stimoli la nostra mente e ci porti a fare voli pindarici. Ebbene i lavori dell’artista Bruni ora raggiungono un livello per cui ci portano in uno stato più profondo. Le sue opere, un equilibrio e un “misto” perdonatemi la licenza, ma è davvero difficile spiegare, perché quasi occulto, ciò che le opere esprimono. Dunque un “misto” fra astratto e figurativo. Sono colori quasi spalmati sulla tela, ma sono lo specchio di un equilibrio interiore. Un’armonia spirituale raggiunta con i mezzi che la vita ha messo a disposizione. Terra, cielo, sole, vissuto, presente e visione del futuro. Le forme si sono sciolte e liberate per riproporsi in una nuova veste; l’essenza stessa di cui sono formate ritrova la sua origine il suo lato materiale.

Ed è con l’esposizione del colore che si mostra, rendendosi visibile. Non è un caso che i titoli delle sue opere prendono lo spunto dalle musiche di Ludovico Einaudi riproponendo i titoli stessi. Se ascoltate la sua musica capite benissimo questa comunione fatta di note e colori. Tante vote si è detto che la musico è colore e viceversa, ma qui noi troviamo un incontro magico che ci fa percepire quella dolce serenità, quella paca che si incontra soltanto quando, ormai raggiunto un equilibrio dinamico, colmi d’armonia, sappiamo vedere, sentire e godere della bellezza del mondo, dell’essenza stessa della vita, del miracolo quotidiano.

Quei colori sulla tela non sono un esplosione emozionale, si intrecciano fra loro come note musicali per creare una sinfonia, sono un inno di ringraziamento gridato o sussurrato, inno di pura gioia che, riflettendosi nelle mille sfumature, si innalza al cielo. E tutto questo viene accompagnato da una stupefacente e disarmante semplicità, fondamenta su cui si basa tutta l’opera della Bruni, le sue pennellate sembrano scivolare velocemente e dolcemente sulla tastiera del nostro animo.

 

 

Giovanna Foresio

Ha maturato una personale autonomia di espressione, il segno si abbandona all’espressione più genuina e si trasforma in gestualità fino al limite dell’astrazione.

I ritmi interiori prevalgono sulle apparenze formali e il cromatismo diventa metafora.

Tutte le opere di Etty sembrano vivere nel tentativo di accordare le diverse forme dell’astrazione e della figurazione, con un sentimento profondo verso la poesia.

L’effetto è mitico e realistico antico e modernissimo.

Questi recenti dipinti documentano la ricchezza dell’invenzione romantica.

Di volta in volta smorza le arditezza del segno con la scoperta di una scansione di sentimento lirico che guida il discorso verso la semplicità libera e disarmata, un esito di più naturali vibrazioni di verità.

Tutta l’opera di Etty Bruni è viva soprattutto per la lucida di accordare due diverse forme di astrazione e di rappresentazione verso il canone formale della struttura ideale e metafisica della grazie della bellezza e verso i simboli dell’ambiguo mistero della realtà.

Ogni suo quadro grande o piccolo che sia è un atto d’amore. Magari lieve o sottointeso, ma pur sempre un atto d’amore.

 

 

 

Lino Tardia

 

E’ un’astrattista cosmica e lirica, c’è’ leggiadria , respiro e articolazione. I colori danzano e rinascono in un nuovo mondo .

Silvia Dainotti